Visualizzazione post con etichetta etnica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta etnica. Mostra tutti i post

giovedì 28 aprile 2011

BEL CANTO - Magic Box

Dalla Norvegia senza furore. Alfieri della new wave trascendentale assieme a Cocteau Twins e Dead Can Dance, la band produsse una manciata di album intrisi di morbida etnicità. Troppo depressivi per i miei gusti nella produzione iniziale fecero qui un album grandioso, per poi sparire senza troppi perché, quasi a dire che risolti i nodi esistenziali a favore di una più matura e positiva visione della vita, non troppo resta da dire (forse è vero).
Debitori del successo nordico di Bjork, ma sostanzialmente sulla linea della più classica Kate Bush per i vocalizzi, Anneli Drecker  e Nils Johansen ci deliziano così, senza nemmeno un’ombra nel cuore.

martedì 5 aprile 2011

H. ZAZOU - Geographies/ 13 proverbs africains

Ed eccolo qui il secondo album per la serie Made to Measure del nostro caro autore franco - algerino. Come per il precedente il tentativo è descrivere ciò che non c'è. Qui l'opera è divisa in due parti. Da un lato inesistenti colonne sonore per luoghi dalle esotiche coordinate longitudinali e latitudinali, dall'altro 13 proverbi africani inventati di sana pianta per solo quattro voci. Rimandandovi all'ascolto della seconda parte del disco, sottolineo alcuni elementi della prima parte, geographies appunto. Le composizioni sono il contraltare della successiva opera creata dal nostro per la Crammed Records, Geologies (di cui al post successivo). L'una infatti descrive musicalmente ciò che è sopra il suolo, mentre la seconda esplora le profondità della terra, spingendosi sino all'Ade...come vedremo. Per questo motivo, la musica chimerica di Zazou è in questa opera decisamente positiva, ariosa. Al solito vengono mischiate la classica, l'etnica ed il jazz. Qui però troviamo anche tracce di musica medievale. Su tutte amo ricordare la meravigliosa Vera C., con i suoi ottoni da stendardi innalzati e una madonna dell'ermellino messicana alla voce.

Lo trovate qui: http://www.megaupload.com/?d=5FVYFDTY

giovedì 31 marzo 2011

H. ZAZOU - Reivax au Bongo

Per chi non conoscesse Zazou, questo delizioso compositore francese, Reivax au Bongo non è il disco più facile per iniziare. Forse l'inizio giusto potrebbe essere il ben più celebre Chansons des mers froid.
Nel 1986 il nostro autore si inserisce nella matrioska che la Crammed Disc andava appena ad avviare, ovvero la serie dei dischi Made to Measure, delle pubblicazioni musicali dedicate alla musica su commissione (ovvero colonne sonore, teatro, video, ecc...), ma realizzata fittiziamente, ovvero senza un reale commissionante, esistente semmai solo nella fantasia del compositore commissionario. Sono le operazioni che mi fanno impazzire! Tra metà anni ottanta e metà anni 90 sono pubblicati 35 volumi con gente del calibro di Arto Linsday, John Lurie, Steven Brown...Comunque possiedo i dischi che Zazou fece per la serie (sono tre) e saranno il soggetto dei prossimi post.
Cronologicamente questo è il primo dei pubblicati (il secondo della serie). La pretesa dietro l'operazione è un fotoromanzo ambientato in Congo, con protagonista l'ispettore Reivax. Il booklet del cd rappresenta le peripezie di detto ispettore, nient'altro che Zazou stesso con orecchie a sventola finte, zuccotto nero in testa, occhiali da nerd incrociati con quelli di Lennon, gallabia africana. La musica è un misto di classica, synth, afro beat, etnica. Ciò che colpisce nell'opera è l'ellitticità, la sospensione in cui si muove tutto il contesto. Una già calda alba africana. Zazou infatti non sembra davvero svolgere un tema musicale, ma piuttosto a presentare dei piccoli quadretti - a volte non perfettamente consequenziali - che sembrano riferisi a scene, foto, fatti.
Appunto al fotoromanzo inesistente. Questo il pregio enorme di Zazou e della Crammed Disc, tentare di descrivere musicalmente una chimera, facendo finta di averla vista, toccata, prodotta.

Lo trovate qui: http://www.megaupload.com/?d=NQOR591H