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giovedì 15 settembre 2011

JIM BLACK'S ALASNOAXIS - Splay

Potremmo definirlo un album di jazz olistico, vegano.
In realtà questa fatica del combo del carissimo batterista Black, gli Alasnoaxis, merita una presenza su queste pagine perché è il miglior disco di sempre di post rock.
Come nella migliore tradizione del jazz, l'inglobamento di dialettiche ed idioletti altri rispetto al proprio linguaggio classico, è puramente un travalicamento del DNA acquisito verso soluzioni musicali altre e spesso superiori.
Qui un esempio folgorante di questo concetto, pubblicato come sempre in edizioni ultra lussose e iper riciclate dalla winter & winter.
Lo trovate qui.

venerdì 29 aprile 2011

MOTORPSYCHO + JAGA JAZZIST HORNS - In the fishtank 10

Ebbene a me i Motorpsycho non piacciono. Li trovo pallosi. So che mi attiro le ire di molti. I gusti so gusti. Anche gli Jaga Jazzist Horns mi stanno sul groppone. Troppo jazz avantgarde e poco punk.
Eppure questo disco registrato insieme dai nostri è uno dei miei cocktail preferiti (long island ice tea per la cronaca...) e merita l'ascolto. Il mood è molto rilassato. Il lato A (magari avercelo il vinile) è composto da quattro pezzi di media lunghezza, molto riflessivi e quasi ambientali, droni di chitarra quasi slowcore sono sovraesposti a fiati spesso fantasmatici, vicini secondo me a "Gazzelloni" di Eric Dolphy o al più moderno Molvaer. La nota voce nasale dei Motorpsycho fa, quando raramente appare, da idoneo collante. Un po' come svegliarsi dalla sbornia e sentita la propria voce mattutina gracchiante fare l'eco nel cervello, prendere un cachet forte.
Non tutto però è calma post qualcosa. I nostri mi fanno un regalo (ovvio che hanno pensato a me...) con una super mega cover del Theme de Joyo del grandissimo Art Ensamble of Chicago, uno dei migliori pezzi del free jazz di sempre. Credetemi: finito di ascoltare questo pezzo lo riascolterete molte e molte volte ancora di seguito. Il giro di basso sarà un compagno fedele e l'assolo di sassofono è talmente tanto bello che non trovo le parole. Ma tutto ha un gran tiro, davvero.
Il lato B è dedicato a una lunga suite per coma farmacologico - bella sì - ma non come il resto dell'album.
Ah...occhio alla serie in the fishtank. Ci sono gioielli a non finire.

Lo trovate qui: http://www.filesonic.it/file/631554584/Motorpsycho

venerdì 25 marzo 2011

BARK PSYCHOSIS - Hex

I rumorosi anni '90 sono in pieno svolgimento e questi se ne escono con un prodotto così elegante. Sono pazzi? Visto il nome no, questi hanno la psicosi dei latrati, proprio non ce la fanno a sopportare il rumore.
Curiosa la genesi del disco. Inizialmente registrato in una chiesa, è stato poi demolito e ricostruito in sede di mixaggio con Pro-tools. In realtà qui il risultato è dato al 40% dai computer e non lo diresti.
Questo disco è una pietra miliare, sintesi di elettronica ambient, jazz, chanson e rock alla moviola. Se proprio devo parlare dei pezzi, direi che l'unico un po' loffio (quello che a volte saltate) è il finale Pendulum Man. Strumentale un po' troppo statico.
Per il resto vi consiglio di ascoltarlo in un ambiente raccolto e intimo, annodati come feti, con le cuffie in testa.

Lo trovate qui: http://www.mediafire.com/?fc2jzbf4eth

mercoledì 16 marzo 2011

BELOW THE SEA - Blame it on the past

Il sottogenere del post rock ha prodotto gruppi dai nomi evocativi, raramente composti da una sola parola. Non ho capito se mi attira di più il nome della band o la musica. Credo la musica…il nome in esame è quello dei Below the sea..sotto il mare…lì in fondo al buio, oltre l’acqua, cosa suona? Ho fatto memoria dello sciabordio delle onde, del suono che si sente dentro le conchiglie, del silenzio dei pesci, dei loro occhi senza profondità, delle acque frigide del polo viste in tv. Ma sotto il mare cosa suona?
Poi ho chiuso gli occhi, ho sentito questo e ho respirato l'acqua.
Lo trovate qui:  http://www.mediafire.com/?70kehlvnzc1