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mercoledì 15 giugno 2011

BEDHEAD - Transaction de novo

Cercare di essere puliti, puri, incorruttibili dal mondo e dal prossimo.
Probabilmente solo a letto, dormendo.
Penso lo credessero anche i Bedhead, soprattutto con questo disco, il loro capolavoro.
Non c’è molto da dire.
E’ un disco fatto di vuoto e di delicatezza. Pochissimi muscoli, qualche guizzo di energia e rumore in pezzi come Parade o Extramundane. Io li amo quando sono assolutamente sonnacchiosi come nell’iniziale Exhume o nel roteare di foglie verdi e raggi di sole di Lepidoptera. Faccio eccezione per la penultima Psychosomatica, pop punk low-fi che ci sta a scardinare un disco così immobile.
Tanto poi ci ripensa la finale The Present a rimettervi a posto.
Niente di nuovo, ma una buona dormita sì.
Lo trovate qui .

martedì 22 marzo 2011

SMOG - The doctor came at dawn

Si potrebbe liquidare Billy Callahan come uno che non sa suonare. Probabile che sia anche vero. Probabile che i suoi suoni non siano altro che l’esito di una ferrea volontà di produrre comunque la propria musica, connessa ad una insopprimibile pigrizia nell’affrontare studi musicali seri.
Eppure.
La musica di Smog è vuota, dolente, ti costringe all’ascolto. Ti rompe le palle cantando svogliato di cose passate o di cose che non sono più quelle di prima, o di vicende infelici. Comunque che classe! Sembra di sentire la colonna sonora di una fiaba con al centro la figura di un principe infelice, solo che la fiaba non finisce, non evolve neppure. C’è il principe infelice nel suo scranno e fuori dal palazzo una terribile nube di smog che nessuno riesce a disperdere.
Tra i pezzi, abitati tutti da fantasmi, mi sembrano di particolare pregio l’iniziale You moved in, con i suoi archi dolenti, All your woman things per il testo – una sorta di descrizione postuma di una relazione sentimentale, illustrata con distacco alcolico -, Four hearts in a can, che si apre bucolica con la chitarra arpeggiata lenta per poi drammatizzarsi sulla fuga dei nostri da chissà cosa, e la finale stupenda Hangman Blues, per sola voce,cassa di batteria e forse un accordo. Sull'orlo della depressione, ma con stile.